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Una giornata particolare da Alta Fedeltà
3 settembre 2016, scritto da Alfredo Di Pietro

 

Ne abbiamo parlato tante volte dell'auspicabile rapporto di buon vicinato, non sempre scontato, tra musica e Hi Fi, più precisamente tra gli orizzonti culturali musicali e l'interesse per i mezzi di riproduzione audio. La mia non breve esperienza mi suggerisce che le due strade piuttosto spesso divergono, talvolta in maniera netta, sino a dar ragione a chi individua due distinte figure: l'audiofilo e il musicofilo. Il primo è colui che usa la musica per ascoltare l'impianto mentre il secondo usa l'impianto per ascoltare la musica. Definizione fulminante ma decisamente realistica. C'è poi chi cerca di conciliare le due istanze dando uguale importanza a entrambe. Si evita così d'incorrere in certe "stravaganze", per le quali gli audiofili sono a giusta ragione accusati. Un esempio? Individui che hanno impianti da paura, esibiti magari come "Status Symbol", cioè segno visibile della loro privilegiata condizione economico-sociale, posseggono una collezione musicale sconfortante, fatta di pochi dischi "Audiophile", tutti campanellini, chitarrine e colpi di cannone. È molto probabile che l'amicizia nata tra me e Alfredo Terenghi sia da ricondurre, al di là delle sue doti di simpatia e umiltà, proprio al fatto che siamo entrambi in egual misura appassionati di musica e Hi Fi. Sono cose che diciamo per farci belli? Niente affatto e il mio omonimo ha da tempo deciso di dimostrarlo con i fatti, facendosi spesso organizzatore di eventi musicali di alto livello. Può bastare se vi dico che la sera stessa della mia visita da lui, il 3 settembre, suonava nientepopodimenoche Maurizio Baglini, una delle stelle più brillanti del concertismo internazionale? Per quanto riguarda me, basta dare uno sguardo al mio sito "Non solo audiofili" per capirlo...

 

Alta Fedeltà Calco

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GRANDI NEGOZI CRESCONO

 

Alta Fedeltà Calco

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Eravamo nel maggio 2014, oltre due anni sono quindi trascorsi dalla mia prima passeggiata a Calco, destinazione il negozio "Alta Fedeltà" di Alfredo Terenghi. In quell'occasione rimasi molto colpito dalla qualità di quanto offriva e dalla cura messa nel rendere bello il suo esercizio commerciale. Proviamo a ricucirne la sua storia con un rapido "copia-incolla". Vedo già schiere di detrattori che mi redarguiscono sull'"ineleganza" di questa operazione. A mia parziale discolpa tengo a far presente che, questa volta, ho copiaincollato da me stesso, riportando cose che avevo scritto, prelevate direttamente alla fonte primaria d'informazione.
La passione per l'audio di Alfredo Terenghi nasce in tenera età, da ragazzino, quando dalla fonovaligia passò al primo impianto stereofonico regalatogli dai genitori. "Allora potevo avere dodici o tredici anni", mi racconta, mentre il suo ricordo corre con nostalgica tenerezza al famoso Stereorama di Selezione Reader's Digest. Un impianto durato poco perché presto scoprì che montando gli altoparlanti in un fustino di Dash questi suonavano meglio, aveva fatto una specie d'infantile reinvenzione del bass reflex con la quale supplire alla mancanza di corpo dei trasduttori nella loro carico originale. Data la scarsità delle sue prestazioni, lo Stereorama fu rapidamente sostituito. Andando avanti con gli anni ha intrapreso lo studio dell'elettronica, spinto dalla sua passione per la riproduzione sonora. All'età di diciassette anni iniziò a lavorare in un negozio di Hi Fi, ai tempi in questi si vendeva un po' di tutto, dal televisore all'elettrodomestico, compresi gli impianti ad alta fedeltà ospitati quando c'era la possibilità in una sala dedicata.

 

Alta Fedeltà Calco

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Nel suo percorso professionale ha proseguito in questa veste per parecchi anni, cambiando negozio, sino ad arrivare al 1990, anno per lui importante poiché ha segnato l'apertura del suo esercizio commerciale al centro di Merate, gestito in collaborazione con un ex socio. Era una specie di tavernetta composta di quattro piccole sale. Nel 1994 l'esercizio si trasferì in una sede più grande, sempre a Merate, dove l'attività è andata avanti per diversi anni. Nella nuova location, pur avendo a disposizione uno spazio maggiore (il solo piano superiore era di 100 mq) Alfredo Terenghi ha sentito la necessità di allargarsi ulteriormente. Dal 2005 in poi questa esigenza si è fatta più pressante: il lavoro non mancava ma lo spazio era limitato, cosa che lo ha convinto a trovare un nuovo alloggio dove finalmente l'attività potesse esprimere il suo potenziale senza limitazioni di sorta. L'attuale sede risale al 2008, anche se a quella data era ancora in fase di costruzione. Nonostante i tempi ristretti prospettati dall'azienda edile, in realtà questi si sono prolungati per anni e il trasloco è avvenuto precisamente il 4 marzo 2013. Nella nuova veste il negozio ha preso corpo il 17 aprile dello stesso anno, quando è stata interamente spostata l'attività; nel frattempo si erano accumulati dei noiosi contrattempi dovuti ai ritardi dell'arredatore. Le dimensioni del negozio erano importanti: si passava da 100 mq a 240 mq, quasi due volte e mezzo la precedente superficie.

 

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Settembre 2016, ritorno in un negozio che è stato completamente ridisegnato, aumentate le sale d'ascolto, ora la bellezza di otto. Un grande lavoro è stato fatto per venire incontro al desiderio di quelle persone che vogliono realizzare un impianto audio, decise a curare non solo l'aspetto estetico della loro catena ma anche quello acustico del loro ambiente. Consentire al cliente di valutare un oggetto nell'ambito di una catena idonea ed equilibrata, far ascoltare nelle condizioni acustiche migliori possibili, questo è quanto un negoziante onesto, che operi alla stregua di un buon padre di famiglia, deve fare. E Alfredo lo fa... Qualcuno potrebbe obiettare che spesso i dispositivi passivi di ottimizzazione acustica sono ingombranti, invasivi e talvolta anche sgradevoli alla vista. Per questo in quasi tutti i locali mancano le trappole per bassi, i cosiddetti Bass-Traps. Eleganti quadri assorbenti e un "invisibile" isolamento delle pareti contribuiscono a ricreare un ambiente acusticamente ideale, né troppo né poco assorbente. Al piano superiore ci sono due sale, la prima è piuttosto grande, destinata a ospitare impianti importanti. Al momento del mio ingresso suonava un setup di tutto rispetto: diffusori Wilson Audio Alexia, preamplificatore Phono Nagra VPS, amplificazione Dan D'Agostino con il pre Master Audio System e finali di potenza monofonici 300, CD Player Audio Research CD 9 HD e giradischi Kuzma Stabi M. Per qualche minuto mi lascio cullare da un suono straordinario, completo in estensione, dalla stoffa timbrica superiore.

 

Alta Fedeltà Calco

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Mi spiace davvero abbandonare la sala, ma la visita deve proseguire. Ora entriamo nella più piccola, appena dodici metri quadrati, quella giusta per dimostrare che, se l'acustica è curata come si deve, una catena di qualsiasi censo non ha nessuna difficoltà a suonare egregiamente anche in uno spazio così esiguo. Qui ascolto un altro signor impianto, ripensando a quanto affermato dal mio omonimo. Suonano magnificamente altre due Wilson Audio (le Sasha Series-2), sorgente analogica il giradischi Gold Note Mediterraneo, digitale il CD Player Gold Note CD 1000, servite da un amplificatore integrato d'eccezione: il valvolare Audio Research GSi75. In questa saletta voglio soffermarmi un po' di più, concentrarmi sulla bellezza e assoluta pulizia di un suono accuratissimo, del tutto privo di risonanze così da non alterare né la qualità né l'equilibrio del range inferiore. Il basso che posso ascoltare è un po' piacione, alla maniera Wilson Audio, ma pulitissimo e intellegibile nelle sue giunoniche rotondità. Anche le riflessioni sono ottimamente controllate. Come in tutte le sale, anche in questa è stata realizzata una boiserie sulla parete di fondo. Si è però reso necessario l'utilizzo di trappole, dei correttori della Music Tools, i quali operano in gamma medio bassa. Si scende al piano inferiore. È confortante constatare come nel negozio Alta Fedeltà non sia possibile trovare solo dei costosi mostri sacri, ma anche apparecchi "middle class" e pure il piccolo audio, per esaudire i desideri di ogni tasca. Basta solo individuare il giusto settore e si potranno acquistare degli ottimi impiantini desktop, sempre di brand qualitativamente al di sopra di ogni sospetto, o radio da tavolo, piccole catene entry level da mettere magari nella cameretta dei nostri ragazzi. Cuffie di ogni tipo e anche tanti smartphone. Insomma, il nostro Alfredo è in grado di soddisfare ogni tipo di appetito Audio/Video e anche di telefonia mobile.

 

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Al piano inferiore il percorso è stato completamente stravolto rispetto al vecchio, demolito il muro dov'era la precedente entrata per lasciare in vista il corridoio che sbocca in un ambiente di passaggio con tanti diffusori. La prima sala che s'incontra è la caratteristica "British Room"; Harbeth, Rega, Exposure, Naim e tutto quello che è inglese lo troviamo in questo locale. E inconfondibilmente "british" è il sound lucido e trasparente che emette l'impianto nel momento in cui varco la soglia. Ho una sfrenata passione per i monitor Harbeth, questo è il motivo per cui mi brillano gli occhi alla vista di una coppia di Super HL5 Plus, parte terminale di un impianto costituito da un giradischi Rega RP 10, preamplificatore Phono Rega Aria, CD Player Rega Planet, amplificatore integrato Naim Nait XS 2 e isolatore/condizionatore di rete Torus Power RM Series. Non manca un "All-in one" di rango, il Naim SuperUniti. Anche la decorazione muraria è particolare e richiama il Regno Unito. Ancora una volta tutto è sorprendentemente ben suonante, grazie a un'acustica ambientale perfettamente curata.

 

Alta Fedeltà Calco

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La visita prosegue con la sala HT, un salottino cinema completamente ridisegnato anche lui. Su una parete attrezzata, scelta per ricreare la tipica situazione di un salotto domestico, c'è in bella vista un impianto Home Teather basato su diffusione sonora Elac: Anteriori FS 247.3, Centrale CC 241.3, Surround WS 1645, Back BS 192, Subwoofer SUB 2070.

 

Alta Fedeltà Calco

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Un'altra sala completamente inedita è la "Due", dove si esprimevano i nuovi diffusori Canton, presentati in anteprima al Munich High End di quest'anno. I diffusori tedeschi si sono sempre distinti per il buon livello costruttivo e sonoro, ma ascoltando quest’ultima serie ci si rende conto che un notevole passo in avanti verso una qualità più alta è stato compiuto, pur senza operare una politica di prezzo proibitiva. La coppia di floorstanding Reference K7 presente in sala costa meno di cinquemila euro, un prezzo non stratosferico per una qualità così elevata. In sala Due spiccano elettroniche di rango come il lettore CD Naim CDX 2 Classic Series con l'alimentazione Naim XPS, Super Audio CD Player Luxman D-05u Ultimate, lettore SACD/Blu-Ray Marantz UD7007, amplificatore integrato Luxman Lecua L-505uX.

 

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In un percorso in crescendo entriamo in un'altra sala nuova di zecca, un locale molto grande che ospita un impianto di Home Cinema di livello elevatissimo, Diffusori Canton attinti dalla serie Reference costituiscono i canali frontali, le imponenti ammiraglie 1 K, K 9 i surround laterali e posteriori più quattro diffusori a soffitto, subwoofer "SUB 50 K" sempre della serie Reference. Un preamplificatore Marantz con sistema Atmos e due poderosi finali di potenza monofonici Parasound JC1, della serie John Curl, erano dedicati al pilotaggio dei due canali anteriori. Amplificazione multicanale (5 ) Parasound A 51 per gli altri canali, certificata THX Ultra 2, con doti di energia elevatissime e timbrica sopraffina. Il vantaggio di questo sistema è che consente di passare agevolmente dalla configurazione cinema (multicanale) a stereo (due canali). Basta selezionare l'entrata del preamplificatore che esclude la sezione multicanale e utilizzare soltanto il Right e Left frontale. È un sistema ideale per chi voglia utilizzare le due configurazioni Audio/Video al massimo livello.

 

Alta Fedeltà Calco

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Alfredo mi da una ghiotta anteprima: probabilmente a fine ottobre sarà lì da lui il progettista Canton in persona per presentare la nuova serie, completamente ridisegnata e dalla qualità inedita per il famoso marchio tedesco. Ritornando a bomba nella nostra sala, un proiettore Sony 4K fornisce immagini dall'eccezionale dettaglio e profondità di nero. Infine entro con non poca emozione nella sala da concerto, dove si terrà il lungo e bellissimo recital del maestro Maurizio Baglini, un pianista di livello internazionale che fa onore al nostro paese. È stato un vero piacere riascoltarlo in quest'occasione. La sala è stata leggermente ridimensionata rispetto alla vecchia, lo spazio in esubero utilizzato per allargare il parterre di apparecchiature audio. La disposizione delle sedie è a semicerchio, il locale è completamente autonomo perché dispone di una sola porta d’ingresso/uscita, mentre prima ce n'erano due. È la sala regina del negozio, dedicata ai concerti, agli eventi e alla presentazione degli impianti più importanti in assoluto. Ne segnaliamo uno di particolare rilievo che avverrà il 24 settembre P.V., nel quale ci sarà la possibilità di ascoltare in anteprima le nuove Wilson Audio Alexx e le attesissime Yvette. Nei due impianti allestiti per la demo le sorgenti saranno dCS, nel primo la versione aggiornata del sistema dCS Vivaldi 2.0 e nel secondo il dCS Rossini. Un evento da non perdere, anche perché prevede la partecipazione di Peter McGrath di Wilson Audio, di Raveen Bawa di dCS e la consueta degustazione musicale a cura di Marco Cicogna. Terminiamo la carrellata con l'ultima sala, adiacente alla più grande, una specie di ufficio dove si svolgono le trattative commerciali. Ogni locale è autonomo, così chi lo abita in quel momento non è disturbato da nessuno.

 

 03/09/2016
UN RECITAL MEMORABILE

 

Alta Fedeltà Calco

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Domenico Scarlatti:
Sonata K 162 (L. 21) in mi maggiore

Franz Liszt:
"Finale-Presto" dalla trascrizione per pianoforte solo della nona sinfonia di L.V. Beethoven

Robert Schumann:
Sonata per pianoforte in sol minore N° 2 Op. 22

Franz Liszt:
Liebesträume (Notturno N° 3 S.541) Sogno d'amore
Grande Studio da Paganini in sol diesis minore S.141 N° 3 "La Campanella"

Modest Mussorgskij:
Quadri da un'esposizione

Il cerchio si chiude. Per non lasciare che certi buoni propositi diventino lettera morta, Alfredo Terenghi si è impegnato a legare i due aspetti di cui discutevamo nell'introduzione, musica e Hi Fi. Ore 20, 30, dopo un ottimo rinfresco offerto dal negozio, ha inizio il lungo recital del pianista Maurizio Baglini. Metabolizzata la visita al negozio, cerco di astrarmi per ripassare mentalmente il canovaccio della presentazione. Negli ultimi anni ho assistito a tanti concerti e lezioni-concerto del maestro, questa sera però non sono in veste di semplice spettatore ma di presentatore. Forse potrà sembrare singolare che un recital di questa importanza si sia svolto non in una grande sala da concerto, ma in un ambiente ricavato in un negozio di alta fedeltà, dove possono prendere posto pochissime decine di persone. Gente appassionata e partecipe s'intende, che ha dimostrato di seguire con grande attenzione il non breve evento. Tre ore di musica e parole non separate da alcun intervallo possono risultare difficili da seguire, ma niente... la concentrazione dei presenti è stata costante sino al termine, alla fine anche un bis, il celeberrimo Allegrino (o Allegretto) - Alla turca, in la minore dalla sonata N° 11 di Mozart, più comunemente conosciuto come rondò "alla turca". Il nutrito programma di sala era una specie di retrospettiva sulla produzione discografica del maestro Baglini dal 2009 in poi, anno in cui è iniziata la sua collaborazione con la prestigiosa etichetta discografica Universal-Decca.

 

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C'è una differenza direi sostanziale tra il sentir suonare un concertista in un grande auditorium e ascoltarlo invece a breve o brevissima distanza come stasera. In un contatto che sfiora quasi il fisico è possibile recepire una quantità di particolari impossibili da cogliere a distanza, ogni minima sottigliezza timbrica, sfumatura, è lì davanti a noi, compreso il movimento delle dita sulla tastiera. Anche l'espressione di chi suona assume un particolare rilievo. Gli sbalzi dinamici diventano vivissimi, a tratti devastanti e ci accorgiamo quanta potenza sonora possa sprigionare un pianoforte mezza coda (un Brodmann in questo caso). È una formula quella di stasera che richiama alla mente i salotti musicali ottocenteschi, in cui gli invitati prendono parte a un affascinante appuntamento musicale. S’inizia con la Sonata in mi maggiore K162 di Domenico Scarlatti, strutturata in un tempo solo, come tutte le 555 sonate che scrisse il genio napoletano. A un trasognato Andante segue il secondo tema, un Allegro costruito sulla dominante (si maggiore), saltellante e vivace. Maurizio Baglini affronta con particolare delicatezza, quasi evanescenza, l'Andante iniziale dando il giusto contrasto ai due temi in una visione riflessiva e molto equilibrata della Sonata nel suo insieme. Un pianista maturo come lui preferisce all'esibizionismo virtuosistico una visione sottilmente introspettiva e analitica.

 

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Ci vollero ben ventisette anni per portare a compimento il corpus di trascrizioni lisztiane delle nove sinfonie di Beethoven. Quella della nona vide nel 1850 una prima versione per due pianoforti, seguita nel 1864 da una più difficile versione per pianoforte solo, sollecitata dalla casa editrice Breitkopf & Härtel. Accanto a queste fu proposta una terza versione che vedeva l'apporto di cantanti solisti e coro nel movimento finale. Si tratta di una pagina estremamente difficile e per questo di rara, se non di rarissima, esecuzione in pubblico. Baglini la affronta con coraggio e grande determinazione, nelle sue dita c'è la forza di un'intera orchestra, il suono si espande potente nella sala, coinvolgente. Il maestro dimostra di aver recepito in pieno, interiorizzato come pochi la concezione sinfonica di questo monumento in musica. Un'ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, delle potenzialità quasi illimitate del pianoforte. La Sonata N° 2 Op. 22 in sol minore è contenuta nel CD che da inizio al progetto di integrale dell'opera pianistica di Robert Schumann. Un progetto di lungo respiro che si dipanerà per una diecina d'anni, dieci-undici CD sono stati preventivati per contenerla tutta. Questa sonata è di fatto una specie di mosaico dove la prima tessera, il secondo movimento "Andantino", risale al 1828 ed è il Lied per canto e pianoforte "In Herbste" (d'autunno) poi trascritto per pianoforte solo. Più tardi (nel 1833) furono composti il primo e terzo movimento e solo nel 1835 apparve il movimento finale, che però la moglie di Schumann, la valentissima pianista Clara Wieck, rifiutò di eseguire perché non lo aveva compreso. Fu sostituito quindi da un altro finale, il "Rondò. Presto in sol minore", mentre il primo diventò un "Presto passionato", pubblicato postumo, che i pianisti più temerari eseguono in concerto come pezzo a se stante.

 

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Robert Schumann è uno degli autori prediletti da Maurizio Baglini. Per lui è congeniale unire una tecnica virtuosistica di alta scuola con l'estro improvvisativo che questo autore richiede. Il risultato è una lettura freschissima e moderna, dove emerge la potente originalità del suo pianismo e l'insofferenza a posizionarsi entro canali interpretativi codificati dalla tradizione. Baglini crea con Schumann un modo di suonare del tutto inedito, dai forti contrasti, particolarmente vivo, vitale e imprevedibile. Una piccola sorpresa... l'ordine del quarto e quinto brano a programma viene invertito, quindi il "Sogno d'amore" precede "La campanella". Il Liebesträume è un gruppo di tre composizioni per pianoforte solo di Franz Liszt, la terza in particolare, il Notturno N° 3 S.541, è diventata celeberrima, un suonatissimo "evergreen" presente praticamente in tutte le compilation pianistiche. Composto nella tonalità di la bemolle maggiore inizia in tempo "Poco Allegro" con un tema molto dolce e cantabile. In seguito la composizione si anima in un crescendo che culmina in un "Animato molto appassionato".
Segue il Grande Studio da Paganini N° 3 in sol diesis minore S.141 "La campanella", costruito sulla melodia del movimento finale del Concerto per violino e orchestra N° 2 di Niccolò Paganini e rielaborato per il pianoforte. Due diabolici esecutori e grandi compositori a confronto.

 

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Gran finale con i Quadri da un'esposizione - Ricordo di Viktor Hartmann, suite di brani a soggetto del grande compositore russo Modest Musorgskij. Pezzo forte del repertorio di diversi virtuosi e oggetto di un gran numero di strumentazioni, specie orchestrali, da parte di altri compositori e musicisti, di cui la versione più nota ed eseguita è senza dubbio quella di Maurice Ravel. La composizione è strutturata in dieci quadri intervallati da cinque Promenade, le quali assumono un carattere espressivo diverso a seconda del quadro che segue. Altra interpretazione memorabile del maestro Baglini, di grande libertà e potenza espressiva. Un'opera smerigliata, liberata dalle concrezioni interpretative accumulatesi nel tempo. Risulta evidente l'impegno quasi etico a recuperare delle atmosfere potentemente primitive. Nella sua lettura i forti contrasti tra i diversi frangenti esistenziali dei Quadri non vengono ammorbiditi ma piuttosto rafforzati nell'impatto emotivo.

 

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Siamo costretti a constatare che l'alta fedeltà è in crisi, le vendite in forte calo. Numerosi esercizi commerciali sono scomparsi oppure riconvertiti in elettronica di consumo. Da "vecchio" audiofilo credo che questo sia un male e non c'è nemmeno la scusa dei prezzi elevati da sostenere per assemblare un buon impianto. Fermo restando che la grande qualità si ottiene solo con notevoli esborsi, con l'attuale tecnologia è oggi possibile conseguire delle prestazioni comunque egregie spendendo cifre relativamente piccole, ancora inferiori se si usa un comunissimo PC come sorgente. Ma sono ancor più convinto che la salvezza per l'Hi Fi sia rappresentata dall'amore vero e profondo per la musica, dal rispetto di tutti i suoi parametri riproduttivi e questo solo un buon impianto può darlo.

Ascoltare bene la musica fa bene alla musica...


Alfredo Di Pietro

Settembre 2016

 

Tratto da:

http://nuke.nonsoloaudiofili.com/UnagiornataparticolaredaAltaFedeltà/tabid/467/Default.aspx