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Suono di Gusto parte 1, di Alfredo Di Pietro

 

INTRODUZIONE

Chi, più di Alfredo Terenghi e il suo staff, può dirsi esperto di luculliani menù a base d'ingredienti High End? Quanto grande sia la sua abilità di "chef" è stato evidente ancora una volta il 29 e 30 ottobre U.S. nel corso di un evento forse per la prima volta concepito così in grande. "Suono di gusto" si è rivelato un audioshow piccolo nelle dimensioni ma veramente grande nei contenuti, senza dubbio diverso dalle consuete rassegne che si possono trovare in giro. Da tempo seguo le attività del negozio Alta Fedeltà, riguardanti non solo il mondo della riproduzione audio ma anche quello della musica in senso stretto. Alfredo è un grande appassionato di Classica e gli piace organizzare nella sua Sala Grande dei concerti cameristici, l'ultimo è stato quello del grande pianista Maurizio Baglini, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più brillanti artisti che l'attuale firmamento concertistico possa vantare. Alta Fedeltà, l'ho detto tante volte, si pone come un'attività commerciale un po' "atipica", non meramente dedicata alla vendita di oggetti dove uno entra, eventualmente compra e poi va via. Per tutto quello che rappresenta, l'appellativo di "negozio" gli sta in effetti un po' stretto. In verità si tratta di un centro dalla realtà sfaccettata che non trascura l'elemento divulgazione e, in senso più lato, l'acculturazione del cliente. Sono finalità benemerite che è giusto sottolineare puntualmente, essenziali per formare l'audiofilo, renderlo in grado di giudicare in piena autonomia l'autentico valore di un impianto, metterlo nella condizione di fare la scelta più assennata e magari liberarsi di certe leggende metropolitane che girano tra gli appassionati. Va da sé che se la recente ristrutturazione ha portato Alta Fedeltà a essere uno dei punti d'ascolto e vendita più eleganti dell'intera Lombardia, il suo attivismo culturale l’ha eletto di diritto a spazio di aggregazione tra gli audiofili, non solo lombardi.

 

"Suono di gusto - Il piacere di ascoltare la musica", è l'ennesimo tassello di un percorso avviato da tempo, dove la parola "gusto" potrebbe erroneamente far pensare a un concetto interpretativo dell'Hi Fi. Sappiamo quanto sia inopportuna una visione che tenda a confondere l'alta fedeltà con elementi di gusto strettamente personale, che allontanano dalla correttezza di riproduzione. Per capirci, non dev'essere in alcun modo elevato a "legge" il fatto che a qualcuno possano piacere i bassi predominanti, esaltati, oppure il suono esile, spostato verso le alte frequenze e privo di corpo. Ogni deviazione (il cosiddetto My-Fi) dai sani presupposti di correttezza sui quali si fondano i principi dell'alta fedeltà dev'essere rigettata, soprattutto se si pretende che questa assuma valore universale. Perché questa premessa? Semplicemente per chiarire che il termine "gusto" in questo caso è quanto di più lontano ci possa essere da una concezione personalistica, ma indica la soddisfazione, il piacere che si prova assaporando cose buone. E questa manifestazione è una di quelle in grado di deliziare i palati più raffinati. Ovviamente, la correttezza non fa il paio con la monotonia ma descrive piuttosto un "range" entro il quale ogni apparato riproduttivo deve rientrare. Nell'ambito di questo, tuttavia, si parano davanti infinite possibilità, mille suoni diversi, in base agli interfacciamenti, alla filosofia del produttore, alla tecnologia impiegata e a tanti altri fattori non sempre d'immediato riconoscimento. Così ogni impianto fa storia a se mostrando all'ascolto un'inconfondibile personalità che è sua e non di altri.

 

Ma veniamo alla panoramica di questa bellissima due giorni, ricca non solo di emozionanti ascolti ma anche d'incontri particolarmente significativi. Non capita tutti i giorni infatti di poter dialogare con i protagonisti di un marchio, altra bella consuetudine che oggi si ripete con Thomas Brieger della Octave, Brian Zolner della Bricasti Design e Dennis Bonotto della Nordost. Tre personalità del mondo dell'audio, tre grandi esperti che hanno sviscerato ogni argomento corredandolo con i fatti e in alta fedeltà questi si riassumono nella prova d'ascolto. D’accordo i discorsi tecnici, le spiegazioni e le dichiarazioni d'intenti ma, alla fine della fiera, bisogna convincere i nostri sensi della bontà o meno di quanto percepito, il gusto, appunto... Suono di gusto si è svolto nella bella location di Alta Fedeltà a Calco, comune brianzolo immerso nel magnifico paesaggio collinare che fiancheggia l'Adda. All'interno del negozio sono state allestite cinque sale per cinque impianti: Sala Grande, Sala Bricasti, Sala Cinema, Sala Naim e Sala British dove hanno avuto luogo le dimostrazioni e sedute d'ascolto dedicate al valvolare, musica liquida, Audio/Video, analogico e multiroom. Ogni sala aveva i suoi "ciceroni", così nella grande c'era Thomas Brieger (Octave), nella Bricasti Brian Zolner e Dennis Bonotto (Nordost), nella Cinema il bravo Emidio Frattaroli mentre nelle Naim e British c'erano, rispettivamente, Luca Gombi (GreenSounds) e Leonardo Paoli (Alta Fedeltà). Le demo hanno seguito una precisa scaletta nel corso delle due giornate: sono state divise in due sessioni, mattutina e pomeridiana, in cui ogni intervento è durato circa mezz’ora per le sale Grande, Cinema e Naim e un'ora per la Bricasti e British.

 

Preamplificatore Octave HP 700
Finali di potenza monofonici Octave MRE 220
Unità di alimentazione Octave Super Black Box
Diffusori Canton Reference 1 K
Lettore SACD Marantz SA10
Cavi Nordost Odin 2 e Valhalla 2

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Thomas Brieger

 

Octave è un produttore tedesco, si trova a Carlsbad, nel sud del paese. La compagnia è stata fondata nel 1986 da Andreas Hofmann, suo padre negli anni '60 ha creato un'azienda che realizzava trasformatori, perciò possiede, ancora oggi, tutte le macchine per fare gli avvolgimenti e tutte le conoscenze necessarie per produrli in casa. Questa è una delle ragioni per cui la Octave è diversa da altri costruttori, cioè una ditta che progetta e realizza in proprio tutti i componenti di un apparecchio. Il proprietario è un grande appassionato di musica classica, questa preferenza ha avuto un notevole influsso sull'orientamento sonoro del marchio: loro pensano costantemente a come rendere al meglio il suono di una grande orchestra. Un'altra cosa importante è che vogliono riprodurre ogni cosa che c'è nella musica, per questo le amplificazioni Octave raggiungono una notevole potenza, risultando da questo punto di vista superiori ai prodotti della concorrenza. Octave non è il tipico brand di amplificatori valvolari, i due finali di potenza mono presenti in Sala Grande si chiamano MRE 220 e sviluppano ben 220 Watt. C'è la ferma convinzione che questa larga disponibilità di potenza sia necessaria per avere "facilità" nella riproduzione di una grande dinamica. Non si da importanza solo ai Watt ma anche a una concezione molto raffinata della timbrica. Un altro problema è che gli appassionati pensano alle valvole come un componente molto critico, delicato e spesso anche pericoloso. L'azienda tedesca ragiona invece in tutt'altra maniera rendendo tutto molto semplice per il consumatore finale. Ad esempio, quando si accende l'apparecchio si fa in modo che la corrente entri in modo molto lento e graduale, questo per evitare che vadano sotto stress i componenti e non si superi mai la loro capacità di reggere corrente.

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Amplificatore finale di potenza monofonico Octave MRE 220

 

È un accorgimento che ha pure l'effetto di prolungare la durata di vita delle valvole, non avrebbe senso fare diversamente perché avere ottime performance vuol dire anche poterne disporre per molto tempo. Avendo una perfetta conoscenza di ogni parte dell'amplificatore e producendola in casa, l'azienda ha pieno controllo su tutta la componentistica. Molti produttori dicono di aspettare otto minuti, dopo aver spento un amplificatore, per riaccenderlo, lo consigliano perché non sanno quanto questo possa essere caldo nel momento in cui viene spento e qual è la condizione generale del sistema. La Octave invece produce amplificazioni molto stabili, tutto rimane sotto controllo. Thomas Brieger si avvicina all'impianto e fa una cosa che per altre elettroniche sarebbe assolutamente sconsigliabile: a finale acceso stacca da un diffusore i cavi di potenza e mette in contatto il positivo con il negativo. Risultato? All'MRE 220 non succede assolutamente nulla... Tutto il sistema di protezione non è sul percorso di segnale, quindi non interferisce e non influenza in alcun modo la qualità del suono. Oltre ai due finali di potenza, in sala c'è anche l'amplificatore integrato V 80 SE, sviluppato con le stesse idee dei finali. Thomas lo prende in braccio (con non poca fatica...) e mi mostra alcune sue particolarità. Ci sono quattro fori nella parte frontale che accolgono altrettante viti, munendosi di un piccolo giravite è possibile così regolare il Bias di ogni valvola. Esistono due possibilità: se una valvola smette di funzionare basta toglierla, metterne una nuova e aggiustare il Bias come detto. L'altra è collegata alla curiosità che hanno molti appassionati di "gustare" il suono di diverse valvole. Sullo chassis si trova uno switch a due scatti: "Hi" e "Low", la posizione Low permette di usare tubi come, per esempio, le KT88 oppure le 6550 mentre la posizione "Hi" è indicata per le KT120 o le KT 150.

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Diffusore Canton 1 K Reference

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

 

Si sarà già capito che, tramite questo switch, è possibile cambiare il voltaggio di lavoro dei diversi tipi di valvola. Per la regolazione del Bias non è necessario alcuno strumento aggiuntivo, tipo voltmetro o un comune multimetro, per verificare il giusto valore c'è un display con tre Led (verde, giallo e rosso), che indicano il raggiungimento della giusta corrente a riposo. Indirizziamo ora la nostra attenzione sul preamplificatore. Una caratteristica dell'HP 700, atta ancora una volta a rendere la vita più facile all'utente, come da filosofia della casa, è l'elevata flessibilità d'uso. La Octave ha iniziato qualche anno fa con la realizzazione di un modulo Phono, il quale non era altro che un cabinet vuoto con dentro dei moduli RIAA. Nel preamplificatore ci sono tre "slot" per l'inserimento della scheda Phono che si preferisce in base alle proprie esigenze, avere delle schede separate e indipendenti permette di utilizzare due bracci di lettura, collegati nello stesso tempo a due diversi moduli. Si offre anche l'interessante possibilità di avere un trasformatore di "Step-Up" per testine MC, dispositivo di solito esterno alla scheda ma in questo caso inserito all'interno dell'apparecchio. Tali opportunità sono concesse a chi s'impossessa di un HP 700, che ha tre slot invece di due. Nel modulo "Input" di linea è inserito un trasformatore perché, partendo da tutte le sorgenti digitali che abbiamo oggi (Streamer, DAC, Router), le quali entrano direttamente in un apparato analogico come un preamplificatore, si crea un sistema di messa a terra molto complesso e che genera molte interferenze. Si tratta di un trasformatore d'isolamento (prodotto anche questo in casa) che permette di chiudere la porta a tutti i possibili disturbi e avere un segnale pulito.

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Preamplificatore Octave HP 700

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Amplificatore integrato Octave V 80 SE

 

La Octave s'impegna tantissimo affinché i suoi alimentatori siano i migliori possibili, per diminuire al massimo il tappeto di rumore, questo rende le Octave delle elettroniche estremamente silenziose. I risultati raggiunti sono ottimi, differenti in base alle macchine. Nell'HP 700, per esempio, si raggiunge un rapporto segnale/rumore superiore ai 100 dB. "Non parliamo molto delle specifiche tecniche, ma pensiamo che tutto il lavoro compiuto su queste sia da attribuirsi alla nostra parte per offrire un prodotto perfetto all'appassionato", afferma sicuro Thomas Brieger. Alcuni dei concorrenti offrono cinque, otto o dieci Watt e dicono di avere la soluzione perfetta per i diffusori ad alta efficienza, peccato però che, misurandoli, si può vedere come l'SNR (Signal to Noise Ratio) spesso non supera gli 82, 84 o 86 dB. Parliamo quindi di amplificatori dotati di bassa potenza e un livello di rumore piuttosto alto; questo non va bene per un sistema ad alta efficienza, il quale esalta ogni minimo segnale, e quindi anche il rumore, particolarmente avvertibile sulle alte frequenze. Al momento la Octave è la numero uno in Giappone, in questo paese sono occorsi tre anni per capire che alta potenza e basso rumore sono due fattori benefici per i diffusori. Il marchio tedesco vuole offrire delle amplificazioni che consentano la massima libertà di scelta del diffusore e questa è una delle ragioni per cui ha conquistato un'ottima reputazione nel mondo. Due settimane fa gli Octave hanno suonato al Rocky Mountain Audio Fest con la nuova serie Contour della Dynaudio, diffusori dalla sensibilità di appena 82 dB/W/m, nonostante ciò non hanno avuto alcun problema a pilotarli.

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Le valvole KT150 del V 80 SE

 

Thomas Brieger mi preannuncia che a breve uscirà un loro nuovo amplificatore integrato, il V 110 SE. In questo valvolare viene fatto ancora un passo avanti equipaggiandolo con tre valvole driver, affinché l'utente possa scegliere tra un livello d'impedenza basso, medio o alto che influenzerà direttamente il Damping Factor (Fattore di Smorzamento). Risulterà quindi ancora migliore l'abbinamento con i diffusori. In effetti, c'è molta differenza usando le tre opzioni e questo appare chiaramente all'ascolto. Questo modo di lavorare va a tutto vantaggio della semplicità di utilizzo, un requisito cui la casa di Carlsbad tiene molto. Octave costruisce esclusivamente amplificazioni: preamplificatori, amplificatori integrati e finali di potenza monofonici o stereofonici, la "Jubilee" è la gamma di più elevato livello della Octave, in questa è stato realizzato un sistema di alimentazione molto sofisticato. Basti pensare che per l'avvolgimento di un solo trasformatore d'uscita occorre un giorno intero di lavoro. I finali di potenza Jubilee Mono SE erogano ben 400 Watt su carico di 4 Ohm e sono stati progettati sfruttando quello che la ditta ha imparato in tutti questi anni. Una conferma delle loro possibilità è stato l'abbinamento con le Focal Grand Utopia, eccellenti diffusori ma molto difficili da gestire. Quando gli appassionati presenti le hanno ascoltate con questi finali, hanno dichiarato di non averle mai sentite suonare così bene. Nell'impianto in Sala Grande c'erano anche due Super Black Box, alimentatori esterni opzionali che permettono di migliorare ulteriormente il delicato compito di portare corrente alle elettroniche.

 

Octave e Canton Reference da Alta Fedeltà Calco

Thomas Brieger e Maria Vittoria di Hi Fi United.


IMPRESSIONI D'ASCOLTO

Ascoltando la 1 K ho ricevuto la netta impressione che mai come oggi la Canton Lautsprecher assurge con la serie Reference alla vera High End. Non che non fosse già ampiamente nota come produttrice di ottimi sistemi, dalla timbrica forse un po' azzurrina, però mai si era spinta su questi livelli di qualità. Evidentemente ha deciso di fare sul serio insidiando molto da vicino i marchi più blasonati che operano nel campo "No compromise". La Reference 1 K è l'ammiraglia di questa serie, diffusore tecnologicamente molto avanzato che offre un suono dal "gusto" eminentemente moderno, dettagliatissimo, veloce, di una correttezza che deriva direttamente dall'esemplare bilanciamento tonale. L'amplificazione Octave sembra lasciarsi alle spalle tutti i limiti dei valvolari tradizionali: è potente, non manifesta alcun problema di pilotaggio e anch'essa esibisce un suono "moderno" ma che allo stesso tempo conserva inalterate tutte le qualità dei migliori valvolari, vale a dire la totale assenza di artificiosità (da cui la naturalezza) e una formidabile capacità di far affiorare il dettaglio fine di ogni registrazione. Cosa possiamo aspettarci da un abbinamento del genere? Certamente una prestazione di altissimo livello, dove il suono "Hi Tech" delle Canton viene mitigato, direi quasi "umanizzato" dalle doti degli Octave. Ho voglia di ascoltare una registrazione di pianoforte, dalla nutrita collezione di Alfredo scelgo un doppio album che mi è molto caro e conosco benissimo: Mussorgsky - Pictures At An Exhibition And All Other Piano Works, pianista Maurizio Baglini. Il suono è grande, incisivo, immanente nella gamma bassa e incredibilmente ricco di particolari, sempre esposti però con grande leggerezza, senza la minima forzatura se non quelle eventualmente presenti nella registrazione, dovute a una certa "politica" di editing. Ecco perché in questo doppio CD il basso appare un po' enfatizzato. La dinamica è integra nelle terribili bordate della capanna sulle zampe di gallina (Baba Jaga) e nella grande porta (Nella capitale Kiev). In un Blind Test avrei potuto tranquillamente scambiare il valvolare per un correntoso stato solido, fermo in gamma bassa e tetragono al carico, anche se la timbrica perlacea, del tutto priva di enfasi ed estremamente naturale qualche sospetto avrebbe potuto ingenerarmelo.

Ringrazio Maria Vittoria della Hi Fi United per avermi fatto da interprete!

 

Alfredo Di Pietro

Novembre 2016

 

Tratto da:

http://nuke.nonsoloaudiofili.com/SuonodiGustoTerzaParte/tabid/481/Default.aspx

 

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