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Pathos Musiteca
Intervista con l’Ing. Luca Zanini, project leader di Pathos Musiteca

Alla dimostrazione Pathos Acoustics del 24 e 25 gennaio 2014 era presente l'Ing. Luca Zanini, responsabile del progetto Musiteca e membro del R&D department. Quale miglior occasione per conoscere la caratteristiche di Pathos Musiteca ed i suoi "segreti". Di seguito quanto raccolto nelle due giornate e qualche immagine dell'interfaccia, buona lettura.

A.F. - Come nasce Musiteca:

L.Z.: Pathos Musiteca trova la sua origine in circostanze curiose. Personalmente oltre ad essere appassionato di musica ho un grande interesse per il cinema e negli anni ho accumulato una gran quantità di film che una volta conservavo in svariate memory-key e hard-disk. Alcuni anni fa, durante un fine settimana uggioso con gli amici al momento di decidere insieme che film guardare mi sono reso conto di quanto sarebbe stato pratico e piacevole avere una “macchina” che permettesse di avere una visione complessiva dei film in mio possesso, casomai divisi per genere e con alcuni dati su attori, regista ecc.... Una macchina quindi che mettesse ordine al software disponibile, con un’interfaccia estremamente friendly di immediata comprensione capace di supportare al meglio il piacere della passione per il cinema senza tediare con tecnicismi e procedure per addetti ai lavori.
Per questo ho realizzato un primo prototipo, una sorta di simpatico “Jukebox” ed utilizzo questo termine non a caso. Esso infatti non solo spiega efficacemente le sue modalità di funzionamento ma è anche simbolo di una fruizione piacevole e serena, uno stile di approccio che mi piace anche se comunemente riferito alla musica. Ed è proprio la passione anche per la Musica, il concetto di Jukebox ed ovviamente l’essere membro dell’R&D department di Pathos Acoustics che mi ha spinto a declinare l’idea che mi era così casualmente sorta per i film anche nel mondo audio, avendo l’accortezza e la sensibilità di concepire la nuova macchina in modo tale per cui non solo fosse di facile utilizzo ma anche avesse una qualità assolutamente di riferimento e un design distintivo degna pertanto di essere fregiata con il marchio Pathos.
Proprio per questa sua curiosa genesi Musiteca nasce attorno al perfezionamento massimo possibile delle funzioni di ripping e storage completate e assistite da una interfaccia grafica e da un software proprietario capace di rispondere al meglio ai presupposti originari: porre ordine alla propria CDteca e avere sempre e funzionalmente a disposizione tutti i propri album preferiti, facili da cercare, trovare ed ascoltare.

A.F. - Cos'è Musiteca, cosa si può fare con Musiteca:

L.Z.: Grazie alle solide e sofisticate basi con cui è sorto il progetto, Musiteca è poi pian piano stata in grado di evolversi parallelamente al diffondersi della così detta musica liquida fenomeno che è stato per noi anche da stimolo alla ricerca e all’introduzione di nuove funzioni. Quindi nel rispetto dello spirito iniziale Pathos Musiteca è diventata oggi a tutti gli effetti un Digital Music Server ovvero una macchina che nasce per immagazzinare grandissime quantità di CD (con un Tera se ne possono archiviare circa 2500 e la macchina è disponibile anche con memoria da due o più Tera) con la massima qualità non compressa ma capace anche di rispondere alle esigenze di un audiofilo evoluto o semplicemente di un vero amante della Musica e della sua corretta riproduzione. Per questo oltre ad archiviare i propri CD completi di copertine originali e titoli grazie al collegamento ad internet, con Musiteca si possono fare ricerche per genere o per autore, creare infinite play-list dando loro anche un titolo o utilizzarla come “semplice” lettore CD.
Nel prossimo futuro inoltre Musiteca potrà essere telecomandata da un’ampia tipologia di device quali smartphone (Apple o Android), Tablet o computer. Successivamente saremo in grado di implementare l’ascolto di WEB radio e il protocollo DLNA ovvero la possibilità di far comunicare wireless ogni tipo di apparecchio consentendo un trasferimento di file musicali nella massima qualità possibile da e per Musiteca, quindi versatilità, comodità e qualità. Si può desiderare di meglio? Nei nostri laboratori ci stiamo divertendo moltissimo con queste nuove funzioni.

A.F. - Come è fatta:

L.Z.: Dietro la sua linea piacevole ed ergonomica uscita dalla matita di Paolo Andriolo storico designer di Pathos Acoustics, si nasconde un’architettura circuitale estremamente complessa ma anche estremamente efficace ed affidabile.
Nel descriverla possiamo partire dal touch-screen da 22 pollici artefice insieme al software proprietario dell’interfaccia utente estremamente friendly, segue la meccanica di lettura necessaria per la funzione di ripping o di semplice lettura dei CD, il segnale digitale prosegue da qui direttamente nell’hard disk nel caso di ripping e storage o verso il convertitore nel caso si utilizzi la macchina per il semplice ascolto del CD o di file musicali già presenti in memoria. Sviluppata all’interno dei Laboratori Pathos la scheda di conversione a 24bit 192khz è dotata di un Crystal CS4396, alimentatore toroidale dedicato e di uno speciale stadio di amplificazione del segnale a J-fet high-precision con il compito di elevare il segnale di uscita dal convertitore. A questa segue uno stadio buffer che fa utilizzo di una coppia di valvole ECC88 6922 avente lo scopo di abbattere l’impedenza di uscita e preparare al meglio il segnale al sistema di amplificazione verso cui andrà a confluire avendo cura al tempo stesso della timbrica della macchina. Tutte le operazioni sin qui elencate vengono governate dalla scheda madre embedded. Completano nel suo complesso l’ottima architettura interna una circuitazione completamente bilanciata, l’uso di componentistica selezionata e una completa dotazione di connessioni comprese ovviamente quelle XLR bilanciate.
A proposito del software possiamo dire che è stata operata una scelta coerente con lo spirito della macchina ovvero semplicità, interfaccia utente molto curata e originalità. Perciò Pathos Musiteca gira con un software dedicato interamente scritto da noi in C e basato su una piattaforma Linux.

A.F. - Touch o telecomando?

L.Z.: A mio parere Pathos Musiteca è già bellissima e piacevole da utilizzare anche senza telecomando. E’ un’esperienza gratificante questo touch-screen 22 pollici ad onda acustica tecnologia che consente di avere una qualità video molto alta e un monitor di grandi dimensioni. Molti nostri clienti si sono avvicinati e innamorati di Musiteca proprio grazie alle qualità di questo elemento. Ciò detto rimane perfettamente logico che molti appassionati preferiscano la comodità di un telecomando che permetta loro di non muoversi dalla loro comoda seduta. Per questo siamo in avanzata fase di realizzazione della funzione telecomando per mezzo di smartphone, tablet e pc ovvero qualsiasi device che possa navigare su internet a prescindere dalla piattaforma sulla quale lavora. Questo funzionerà attraverso un web server apache e una web-app dedicata che andranno a completare la dotazione software di Musiteca.

A.F. - Aggiornamenti e backup

L.Z.: L’aggiornamento in se è senz’altro una dei vantaggi competitivi di Pathos Musiteca rispetto alla maggioranza dei prodotti in commercio. Infatti Musiteca è stata concepita per collegarsi automaticamente ad internet e quindi al nostro server ad ogni accensione. Questo permette alla macchina di essere sempre aggiornata senza la necessità di intervento alcuno da parte dell’utilizzatore e permette anche di ricevere in maniera altrettanto automatica e gratuita il software che va ad introdurre nuove funzioni quali ad esempio la telecomandabilità di cui parlavamo prima e di tutto quello sul quale stiamo lavorando nei nostri laboratori e che in futuro verrà messo a disposizione di tutti i nostri clienti nel mondo. La stessa funzione back-up fa parte della lista dei futuri, gratuiti ed automatici aggiornamenti per Musiteca. Sfruttando l’uscita USB già presente in tutte le macchine prodotte e vendute si potrà collegare un HD esterno che ospiterà il salvataggio di tutti i file musicali e dello stesso sistema operativo per una tranquillità assoluta del proprietario grazie ad un restore immediato.

A.F. - Musiteca è una macchina chiusa o ......... ?

L.Z.: Direi senz’altro aperta! Abbiamo scritto un software aperto ad ogni cambiamento, ad ogni tipo di evoluzione e miglioramento e come dicevo ad ogni funzione aggiuntiva che ci può venire in mente di introdurre. Con questa caratteristica acquistare un Pathos Musiteca vuol dire portarsi a casa una macchina sempre attuale in perenne evoluzione e senza per questo avere costi aggiuntivi. Non so quanti digital music server possano vantare altrettanto.

A.F. - Tasto reset dov'è?

L.Z.: Non c’è! A parte gli scherzi, invece di fornire un tasto “reset” ho pensato di introdurre una routine di servizio che opera un monitoraggio costante e nel malaugurato caso accadesse un crash riavvia Pathos Musiteca. Insomma una soluzione coerente con lo spirito di questa macchina ovvero comodità, facilità, zero problemi e tanta buona musica riprodotta con la qualità e l’originalità Pathos.

Immagini di Musiteca:
Pathos Musiteca
Pathos Musiteca
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Pathos Musiteca
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